Il pallido puntino blu

Il 5 settembre 1977 la Nasa ha lanciato l’astronave Voyager, destinazione sconosciuta. A bordo, una serie di registrazioni sconosciute curate dall’astronomo americano Carl Sagan. Tale raccolta venne progettata per durare un miliardo di anni e dare la possibilità alla vita extraterrestre di dare un’occhiata al genere umano. Venne utilizzato un disco di rame dorato per prevenire la corrosione. Includeva musica internazionale, saluti in 59 lingue diverse, l’infrangersi di un onda dell’oceano, il vento fra i rami di una quercia, il verso delle balene, il battito del cuore umano e il suono di un bacio.

Il 27 settembre 2013, dopo 36 anni di viaggio spaziale, la sonda Voyager esce finalmente dal sistema solare e varca territori inesplorati. Ma non prima di scattare questa fotografia della terra da una distanza di 3,7 miliardi di miglia.

Pale blue dot

Pale blue dot

Sì, questi siamo noi.

Pale blue dot, il pallido puntino blu, di Carl Sagan:

“Questa è casa. Questi siamo noi. Qui tutti quelli che ami, tutti quelli che conosci, di cui hai sentito parlare, ogni essere umano esistito ha vissuto la sua vita. Ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, ogni bimbo speranzoso, ogni santo e ogni peccatore della nostra specie umana ha vissuto qui, su questo granello di polvere sospeso in un raggio di sole. Come sono frequenti le incomprensioni, com’è feroce il risentimento. Il nostro spiccato egocentrismo, l’illusione di ricoprire un ruolo privilegiato nell’universo, diventano nulla di fronte a questo pallino di luce cerea. Il nostro pianeta è solo un puntino nell’immensità del buio cosmico. In questa vastità nulla ci suggerisce che arriverà qualcuno a salvarci da noi stessi. Che vi piaccia o no, per il momento è la terra il posto in cui dobbiamo vivere. Probabilmente non c’è dimostrazione migliore della follia, dell’arroganza umana, di questa immagine così distante del nostro piccolo mondo. Ci fa capire la nostra responsabilità di dover essere gentili con gli altri e di preservare e curare quel pallido puntino blu, l’unica cosa che mai conosceremo.”